
Il
Salento non è solo mare e sole, ma
anche cultura, arte, eventi, tradizioni
e divertimento. Nel periodo estivo si concentrano
la maggior parte delle manifestazioni in
ogni città e paese, soprattutto le
sagre, che esaltano le tipicità dei
luoghi in cui vengono organizzate. Da ricordare
la sagra “te lu mieru” (del
vino) a Carpignano Salentino, quella della
“municeddha” a Cannole, dedicata
alla degustazione della lumaca di terra.
A Porto Cesareo si organizza la sagra “del
pesce”, risalente al V secolo d.C.,
in cui il pesce viene preparato in diversi
modi.
A Castrignano dei Greci viene organizzata
la sagra “te la pitta”, un pizza
rustica; a Melpignano quella dell’anguria;
a Maglie la sagra della frisa; a Seclì
la sagra della carne di cavallo; mentre
a Collepasso si organizza la sagra della
salsiccia e delle “ulie cazzate”
(olive schiacciate). Solo per ricordarne
alcune, ma
il Salento e tutte le sue città organizzano,
grazie alle Pro Loco, queste feste in cui
si balla, si mangia e si beve il buon vino
locale. Di rilievo internazionale per il
Salento è la “Notte della Taranta”,
organizzata a Melpignano, nel mese di agosto,
in cui vi è la riscoperta di un antico
ballo del Salento, quello della “taranta”.
La tradizione vuole portarci indietro di
molti anni, in cui le persone pizzicate
dal morso della taranta, il ragno velenoso,
per lenire il dolore, ballavano senza stancarsi
mai. Questo evento è vivo ancor oggi
in tutto il Salento, tant’è
che anche nelle sagre il ballo ufficiale
è “la taranta”, insegnato
nelle scuole di danza ed elementari ai bambini,
per far comprendere l’importanza ed
il recupero delle tradizioni.
Durante l’anno vi sono numerose feste
religiose, tra le quali la festa di S.Pietro
e S.Paolo a Galatina, Santa Cristina a Gallipoli,
San Cosimo e Damiano a Guagnano, San Rocco
a Torre Paduli, la Madonna di Leuca e da
non dimenticare quella di S. Oronzo a Lecce.
Molto suggestiva è la festa di S.Antonio
a Novoli, in cui viene accesa una “focara”,
costruita con rami e fascine di vigne dei
paesi vicini, alta più di 30 metri,
simile ad un enorme vulcano acceso per più
di 24 ore.
D’inverno, nel periodo natalizio,
si possono visitare i presepi viventi organizzati
nei piccoli centri salentini, nei borghi
antichi o nelle cave. Da visitare quello
di Strudà a pochi chilometri da Lecce,
ricostruito in una cava di tufo; a San Donato
invece il borgo antico diventa la sede di
un presepe ricco di fascino e suggestione
che sembra far tornare indietro nel tempo,
riscoprendo i mestieri e le pietanze povere:
suggestivo ed interessante è anche
il presepe di Tricase.
La partecipazione a questi eventi dà
la possibilità di conoscere il calore
della gente salentina e gustare le pietanze
tipiche dei luoghi, bevendo un bel bicchiere
di negramaro o di malvasia.
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