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 « settembre 2010 » 
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scuola di formazione manageriale
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attrezzature e arredi horeca
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turismo a cavallo
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Il Salento non è solo mare e sole, ma anche cultura, arte, eventi, tradizioni e divertimento. Nel periodo estivo si concentrano la maggior parte delle manifestazioni in ogni città e paese, soprattutto le sagre, che esaltano le tipicità dei luoghi in cui vengono organizzate. Da ricordare la sagra “te lu mieru” (del vino) a Carpignano Salentino, quella della “municeddha” a Cannole, dedicata alla degustazione della lumaca di terra. A Porto Cesareo si organizza la sagra “del pesce”, risalente al V secolo d.C., in cui il pesce viene preparato in diversi modi.
A Castrignano dei Greci viene organizzata la sagra “te la pitta”, un pizza rustica; a Melpignano quella dell’anguria; a Maglie la sagra della frisa; a Seclì la sagra della carne di cavallo; mentre a Collepasso si organizza la sagra della salsiccia e delle “ulie cazzate” (olive schiacciate). Solo per ricordarne alcune, ma il Salento e tutte le sue città organizzano, grazie alle Pro Loco, queste feste in cui si balla, si mangia e si beve il buon vino locale. Di rilievo internazionale per il Salento è la “Notte della Taranta”, organizzata a Melpignano, nel mese di agosto, in cui vi è la riscoperta di un antico ballo del Salento, quello della “taranta”.
La tradizione vuole portarci indietro di molti anni, in cui le persone pizzicate dal morso della taranta, il ragno velenoso, per lenire il dolore, ballavano senza stancarsi mai. Questo evento è vivo ancor oggi in tutto il Salento, tant’è che anche nelle sagre il ballo ufficiale è “la taranta”, insegnato nelle scuole di danza ed elementari ai bambini, per far comprendere l’importanza ed il recupero delle tradizioni.
Durante l’anno vi sono numerose feste religiose, tra le quali la festa di S.Pietro e S.Paolo a Galatina, Santa Cristina a Gallipoli, San Cosimo e Damiano a Guagnano, San Rocco a Torre Paduli, la Madonna di Leuca e da non dimenticare quella di S. Oronzo a Lecce.
Molto suggestiva è la festa di S.Antonio a Novoli, in cui viene accesa una “focara”, costruita con rami e fascine di vigne dei paesi vicini, alta più di 30 metri, simile ad un enorme vulcano acceso per più di 24 ore.
D’inverno, nel periodo natalizio, si possono visitare i presepi viventi organizzati nei piccoli centri salentini, nei borghi antichi o nelle cave. Da visitare quello di Strudà a pochi chilometri da Lecce, ricostruito in una cava di tufo; a San Donato invece il borgo antico diventa la sede di un presepe ricco di fascino e suggestione che sembra far tornare indietro nel tempo, riscoprendo i mestieri e le pietanze povere: suggestivo ed interessante è anche il presepe di Tricase.
La partecipazione a questi eventi dà la possibilità di conoscere il calore della gente salentina e gustare le pietanze tipiche dei luoghi, bevendo un bel bicchiere di negramaro o di malvasia.





     
     
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