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Centinaia sono le torri di avvistamento e le masserie fortificate, che testimoniano la lotta costante della gente del Salento verso le scorrerie degli invasori provenienti da diverse parti del mondo.
Molte di esse venivano utilizzate per avvistare i nemici, che spesso minacciavano le coste salentine e costruite nel 1500 ad opera degli Spagnoli.
Queste vennero erette successivamente la tragedia di Otranto del 1480, quando i turchi invasero la cittadina adriatica, trovando ben 800 scudi umani a proteggerla.
Ogni torre doveva contenere pochi soggetti armati, in grado di comunicare all’interno delle città, l’eventuale pericolo di invasione.
Tra le più importanti possiamo trovare la torre Sabea vicino Gallipoli, torre Santa Caterina, torre del Fiume, conosciuta con il nome di Quattro Colonne, nel territorio di Nardò, torre dell’Orso, torre Chianca, torre dell’Alto. Le masserie fortificate avevano la stessa funzione, ma, a differenza delle torri, potevano contenere molte persone o intere nuclei familiari. Costruite con mura alte ed imponenti, spuntano qua e là per tutto il Salento, arricchendo il paesaggio campestre, esempi di architettura rurale preziosa sia per la tipologia di costruzione, sia per il contenuto di rilievi, affreschi, effetti decorativi, che le rendono differenti le une dalle altre. È impossibile trovare due masserie identiche; è più facile trovarle simili nei tratti architettonici, ma differenti nei particolari e nella disposizione delle stanze.
Numerose sono tali costruzioni fortificate, in buono stato di conservazione, situate specialmente nell’entroterra e nelle campagne, ma è difficile effettuare un censimento di quelle esistenti e di quelle ormai scomparse; facile percorrere una qualsiasi strada di campagna, per ammirarne almeno una.
Tra le più interessanti possiamo ricordare Masseria Paladini a Lecce, Masseria Nova a Melendugno, Masseria Li Quarti vicino Galatina, Masseria Pali ad Ugento. Il territorio di Nardò è ricco di costruzioni rurali che richiamarono attorno a loro organizzazioni agricole: la Masseria Ogliastro, a 5 km da Copertino, la Masseria Corigliano sulla Prov.le Nardò-Leverano, la Masseria Sciogli presso Villaggio Resta di Nardò sulla Prov.le Gallipoli-Porto Cesareo in direzione Nord e la Masseria Nucci, in direzione Sud. Una torre poderosa, sempre in agro di Nardò, è quella della Masseria Giudice Giorgio che domina un ampio complesso da campo e da pecore. Bello è anche l’arco della Masseria Trappeto di Copertino o le cascine feudali della Villa Scrasceta in terra d’Arneo, Masseria Console di Leverano e Masseria Brusca nei pressi di Porto Selvaggio.
Molte di esse sono state recuperate da privati ed adibite a luoghi ristorativi e ricettivi di ottimo livello, esaltando ancor di più la bellezza delle strutture preesistenti. Si possono notare, inoltre, in tutto il Salento, sia nelle campagne che verso il mare, delle piccole costruzioni rurali, simili ai trulli, chiamati le “pagghiare”, le “spase”, le “littere”, li “furnieddhri”. La loro presenza si deve alla necessità della gente di lavorare e manipolare i prodotti della terra sul posto; erano composte da pietre dure di forma irregolare apparentemente ammassate, ma invece posizionate in modo tale da resistere alle intemperie. Un esempio era la lavorazione dei “fichi secchi”, che restavano esposti al sole per ore su queste costruzioni mentre il contadino seminava cereali o raccoglieva le olive.



     
     
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