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 « settembre 2010 » 
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Il mare del Salento è tra i più belli d’Italia ed oltre ad essere blu e cristallino, è un alternarsi di sabbia e scogli, dall’Adriatico allo Ionio. I fondali del mare del Salento sono ricchi di storia, di cultura, di vita, custodiscono leggende e sotto di essi prendono forma paesaggi sommersi dai colori davvero splendidi.
Tra le grotte e le insenature marine nascono numerose specie di pesci e vegetali, come ad esempio a circa 30 metri di profondità si può ammirare la distesa di Posidonia Oceanica, un genere di pianta che vive lungo le coste mediterranee.
Queste si presentano cesellate da nicchie costiere, alte falesie, grotte preistoriche, tra cui ricordiamo: Sulfurea, Fetida, Gattulla, Grande, Palombara, Verde, Matrona, del Diavolo, delle Tre Porte e di Cala dell’Elefante, tutte nel basso Adriatico, da Santa Cesarea a Tricase.
Due sono quelle più famose, situate tra Porto Badisco e Leuca: la Grotta Romanelli e la Zinzulusa.
La prima risale alla preistoria, il cui interno è ricco di incisioni e reperti dell’epoca; alla seconda si può accedere dal mare ed il suo nome deriva dal termine “zunzuli” ossia, figuratamente, stracci, brandelli, gli stessi che si trovano all’ingresso e che in realtà sono conosciuti col nome di stalattiti. Entrambe meritano un’escursione, in quanto custodiscono tesori marini e terresti tipici di un passato molto remoto.
Il mare del Salento è l’ideale per fare il bagno d’estate, ma anche per una passeggiata alla scoperta di piccoli tesori. A Santa Maria di Leuca si può ammirare l’incrocio dei due mari pugliesi, Adriatico e Ionio. Risalendo verso l’adriatico percorrendo la costa che porta fino ad Otranto, è facile restare incantati dal territorio e dalla scogliera a picco sul mare, che disegnano un paesaggio che alterna colori, profumi e visioni estasianti per bellezza ed intensità. In località Alimini di Otranto è bello ammirare la fitta macchia mediterranea, che si trova a ridosso dello splendido mare con dune alte anche più di 10 metri. A San Cataldo e Frigole si possono trovare i “Leccesi” e coloro che a pochi passi dal centro cittadino, dopo aver lavorato o visitato la splendida Lecce, vogliono tuffarsi in un azzurro mare o distendersi al sole.
La costa ionica va da Porto Cesareo a Ugento ed è un continuo susseguirsi di dune e spiagge, di mare azzurro e di scogliere a picco. A partire da Porto Cesareo, antico attracco per navi romane, è impossibile non farsi catturare dalla limpidità delle acque e dalle isole sabbiose antistanti il porto. Le Dune e il Bacino Grande sono due località che offrono, insieme a Torre Lapillo (antica torre di guardia costiera) la naturalezza delle spiagge ioniche quasi incontaminate, mentre a seguire si entra in agro di Nardò con S. Isidoro sede di villaggi vacanza e Porto Selvaggio (con la sua torre) di recente istituito parco naturale. Da visitare in loco la Grotta del Cavallo, antichissimo insediamento preistorico e da scoprire le numerose grotte subacquee della scogliera. S. Caterina e S. Maria completano il territorio di Nardò essendo due agglomerati turistici che fanno dell’estate il loro momento top a livello ricettivo. Qui sorgono imponenti le famose Quattro Colonne, resti angolari di un’altra torre di guardia costiera recentemente adibita a locale per serate danzanti estive.
Scendendo giù per lo Ionio troviamo poi Le Conchiglie e Le Canne meta balneare soprattutto di giovani e famiglie e Rivabella di Gallipoli, note tutte e tre per le serate affollate sotto il cielo stellato di S. Lorenzo. Chiudono il litorale la famosa Gallipoli col rinomato porto e l’attrattività turistica che la contraddistinguono e infine Ugento, città antichissima e ricca di elementi storici che prelude al congiungimento di S. Maria di Leuca con l’Adriatico.




     
     
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