
L’area
che più di tutte ha conservato i
suoi legami con i greci ed i bizantini è
quella compresa nel Salento centrale, di
circa 150 km quadrati di territorio, comprendente
i comuni di Calimera, Castrignano dei Greci,
Corigliano d’Otranto, Martano, Martignano,
Melpignano, Zollino, Sternatia e Soleto.
Questa porzione di territorio ha conservato
lingua, religione e cultura greca: la “Grikità”.
Qui è viva la tradizione per l’insegnamento
alle nuove generazioni della lingua grika,
introdotta nelle scuole dell’obbligo,
tramandata dai nonni, che ancor oggi parlano
griko. Infatti, gli abitanti della Greca
Salentina sono chiamati “gente dalle
due lingue”. Una delle particolarità
architettoniche di questi centri del Salento
è rappresentata dalle tipiche Case
a Corte legate ad una cultura contadina,
raggruppate con un cortile scoperto, comune
a tutte le abitazioni. Caratteristici
del paesaggio Griko sono i Dolmen ed i Menhir,
che a prima vista sembrano grosse pietre
in verticale e appoggiate le une alle altre
e le “pozzelle”, cioè
delle vasche di medie e grandi dimensioni,
utilizzate per la raccolta delle acque piovane.
Calimera, dal griko “buon giorno”,
è il centro più grande ed
ha origini bizantine legate alla Magna Grecia.
Qui si trovano la Stele marmorea attica
del IV secolo a.C., la Cappella di San Vito,
in cui è presente una pietra di origine
precristiana con al centro un foro, chiamata
“pietra della fertilità”.
Castrignano dei Greci è la sintesi
tra il mondo greco e bizantino la cui testimonianza
è rappresentata dalla Cripta di S.
Onofrio del VI sec. D.C., oltre al Palazzo
Baronale di origine medioevale e la Chiesa
dell’Annunziata. A Martano troviamo
il Castello Aragonese, ricostruito successivamente
all’attacco dei turchi del 1480, l’Incantevole
e suggestivo Convento dei Domenicani, sede
del Municipio, la Chiesa Matrice e poco
fuori dal centro cittadino il Convento dei
Cistercensi. Martignano è il comune
più piccolo della Greca. Qui si ammirano
la Chiesa Parrocchiale al cui interno è
custodita una tela del Tiso, Palazzo Pasca
ed il Convento di San Francesco, risalente
al ‘600. Forse di origine messapica
è Soleto, che divenne importante
grazie alla famiglia degli Orsini del Balzo
ed in cui si può ammirare la Guglia
di Raimondello Orsini del Balzo, un campanile
di stile gotico che domina la città.
Sternatia è il comune in cui gran
parte della popolazione parla il griko.
I bizantini hanno lasciato i segni nei cenobi
brasiliani di S. Pietro e S. Sebastiano.
Da ricordare sono il Convento dei Domenicani,
Porta Filìa, il Campanile della Chiesa
Madre e Palazzo Granafei. A Zollino restano
le testimonianze dei dolmen e dei menhir,
oltre al Parco delle Pozzelle, la Chiesa
di S. Anna e la Chiesa Matrice del ‘600.
A Corigliano d’Otranto si può
ammirare e visitare lo splendido Castello
del 1400, i cui quattro torrioni sono dedicati
alle virtù cardinali. Altro monumento
importante è l’Arco Lucchetti
eretto nel ‘400 oltre alla bellissima
Chiesa Parrocchiale del ‘600, simile
alla Cattedrale di Otranto. Infine, Melpignano,
ricordato in passato per essere stata dimora
di numerose famiglie ricche, il cui potere
era esercitato, edi Amicando palazzi nobiliari
bellissimi e molto decorati. Suggestiva
è la Piazza, in cui si trova il Convento
degli Agostiniani, la Chiesa della Madonna
del Carmine, oltre a Piazza S. Giorgio,
con i caratteristici porticati della fine
del ‘500 sede delle contrattazioni
dei commercianti provenienti dal Sud.
|